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Orto e giardino incontaminati? Prova con l’agricoltura sinergica

Desiderate piante prive della contaminazione degli agenti chimici ma che abbiano anche profumi più intensi e colori brillanti? Abbiamo trovato il modo per farlo e si chiama: agricoltura sinergica. Quando si parla di agricoltura sinergica, si parla di Emilia Hazelip ideatrice di questo metodo rispettoso della terra. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Da dove nasce? Emilia Hazelip, agricoltrice spagnola, visse in Francia e studiò agricoltura biologica in California, negli anni ’60. A partire dal 1978 Emilia si interessò al lavoro del botanico e filosofo giapponese Masanobu Fukuoka. Questo botanico portava avanti da anni la pratica dell’agricoltura del non fare, che tenta di riprodurre il più fedelmente possibile le condizioni naturali in cui dovrebbero crescere le piante e che aveva esposto nella sua opera “La rivoluzione del filo di paglia”. Di lì a poco iniziò anche ad interessarsi alle tecniche della permacultura dello scienziato e naturalista australiano Bill Mollison, metodo di coltivazione che permette di progettare insediamenti agricoli simili agli ecosistemi naturali. Facendo propri questi principi Emilia Hazelip ha dato vita all’agricoltura sinergica, che dà il titolo al suo libro e che permette di coltivare senza distruggere. Con la tecnica sviluppata da Emilia è possibile coltivare un terreno senza prosciugarne la vitalità e ottenendo il massimo rendimento con il minimo dei consumi. Nel 2003 è stata persino fondata Libera Scuola di Agricoltura Sinergica, della quale Emilia Hazelip avrebbe dovuto essere la direttrice; a causa della sua repentina scomparsa si sono incaricati di dirigerla i suoi amici e allievi Antonio De Falco e Fortunato Fabbricini.

Cos’è? In sostanza l’agricoltura sinergica è un metodo agronomico applicabile in un regime di agricoltura biologica, che mira principalmente a favorire l’auto-fertilità del suolo e un miglioramento generale di tutto il sistema microrganismi-suolo-piante. L’obbiettivo di un orto sinergico è far sì che il sistema naturale si mantenga in equilibrio e si rigeneri periodicamente. I principi dell’agricoltura sinergica possono essere applicati a piccoli orti, campi di molti ettari, in zone dai climi caldi e persino dai climi freddi. I principi fondamentali di questo metodo sono 4 e si rifanno a quelli dell’agricoltura del non fare di Fukuoka:

  1. Non lavorare il terreno: il terreno infatti si lavora da solo per mezzo delle radici e della fauna del sottosuolo. L’assenza di aratura artificiale non è solo un vantaggio economico ma è anche un beneficio per la fertilità del terreno.
  2. Non compattare il suolo: il terreno infatti si area da solo, se si evita di compattarlo.
  3. Non concimare chimicamente: il suolo non necessita di fertilizzanti chimici, esso infatti si fertilizza da solo grazie alle radici e alla pacciamatura. La pacciamatura non solo protegge il suolo dall’erosione ma crea anche condizioni favorevoli per la formazione dell’humus.
  4. Non trattare in sintesi: L’uso di sostanze chimiche di sintesi non è naturale e non è sostenibile.

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Vi è poi tra i principi dell’agricoltura sinergica di Emilia un quinto punto molto importante e non trascurabile: la biodiversità. Per ottenere una coltivazione perfetta l’ideale sarebbe piantare tre diverse specie di piante. Le tre specie che si dovrebbero associare fra loro sono leguminose, liliacee e ortaggi. Tutto questo lo troviamo chiaramente esposto nel libro di Emilia Hazelip, “Agricoltura sinergica”, che mostra un approccio molto simile a quello dei prontuari di orticoltura.

In pratica… Un orto sinergico non solo è ecosostenibile ma produce anche prodotti più sani e meno contaminati. Nell’agricoltura sinergica i materiali da usare per l’orto sono tutti presenti sul posto: la terra servirà per la realizzazione delle aiuole, rialzate, note anche come “bancali”. Per la loro creazione ci sono varie tecniche a seconda del clima, del tasso di umidità del luogo, delle piante da seminare. La prima preparazione per l’orto sinergico prevede proprio la realizzazione dei bancali: le aiuole rialzate con terreno scavato in loco, che non deve esser mai più schiacciato e compattato. I bancali aiutano ad aerare il suolo compattato e possono esser realizzati in diverse forme e dimensioni. Infine su di essi va installato un sistema di irrigazione “a goccia”. Prima di iniziare a coltivare vanno fissati dei “tutori permanenti”, ovvero degli archi che si incrociano sopra i vari bancali. Nello stesso bancale andranno piantate almeno 3 famiglie di ortaggi differenti per sfruttare l’azione sinergica delle piante. I lati vengono utilizzati come zone di semina complementari alle colture centrali. Le piante coltivate nei lati sono quelle a portamento verticale (le liliacee). La forma dell’orto sinergico è comunemente lineare ma molti danno anche vita a orti a forma di spirale, perché più pratici. Procedendo in questo modo infatti, l’aiuola riceve il sole da ogni direzione, non sempre dalla stessa parte ma in punti diversi.

Per imparare. Se siete interessati a conoscere meglio il metodo, sperimentarlo e imparare a osservarlo con i vostri occhi, oggi potete farlo. La Libera Scuola di Agricoltura Sinergica “Emilia Hazelip” offre, in collaborazione con diverse associazioni, corsi pratici in giro per l’Italia e persino in Canton Ticino. In questi corsi i partecipanti potranno realizzare un orto sinergico, aiutati dai collaboratori dell’associazione.

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