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Allergie primaverili: ecco cosa fare per stare meglio.

Starnuti, naso che cola e occhi che lacrimano? Ebbene sì, è arrivata la primavera e con essa le allergie a pollini e graminacee che costringono moltissimi a doverle affrontare. Approfondiamo il discorso.

Le allergie stagionali, a graminacee ed altre piante, sono molto comuni e colpiscono, in Italia, fino a una persona su cinque. In primavera si ha il picco, e i sintomi più frequenti si acutizzano. Il periodo dell’anno in cui si manifestano i sintomi dipende dai tipi di polline verso cui si manifesta l’allergia; gli alberi in genere rilasciano polline soprattutto da marzo ai primi di maggio, mentre l’erba da fine maggio ai primi di agosto. Alcune erbacce verso fine estate.

La stagione allergica può quindi durare da marzo a ottobre e, per i soggetti allergici a più tipi di polline, potrebbero rimanere solo 2-3 mesi invernali di sollievo. L’allergia è una reazione immunitaria verso una sostanza esterna, in questo caso verso il polline, una polvere fine liberata dalle piante come parte del loro ciclo riproduttivo. Contiene proteine che possono causare irritazione alle mucose di naso, occhi, gola e seni paranasali (piccole cavità riempite d’aria dietro alle spalle di zigomi e fronte). Come si riconosce quella che i nostri nonni chiamavano “Febbre da fieno”, ossia l’allergia a pollini e graminacee? I tre campanelli d’allarme più comuni sono essenzialmente: starnuti, naso che cola, arrossamento e lacrimazione oculare.

A cosa si può essere allergici in primavera?

  • polline degli alberi, rilasciato in periodi specifici di fioritura che possono cambiare a seconda dell’albero o della pianta,
  • polline dell’erba, rilasciato soprattutto durante la fine della primavera e l’inizio dell’estate.

Cosa fare per stare meglio? Ad oggi non esiste una cura efficace nella totalità dei casi per risolvere definitivamente il problema. Antistaminici, e prodotti omeopatici garantiscono il più delle volte, un sollievo, ma non c’è una soluzione risolutiva.

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Ci sono comunque buone norme per gestire i disturbi legati alle allergie a pollini e graminacee:

  • Evitare o ridurre l’esposizione ai pollini. Evitare l’esposizione alle sostanze che scatenano i sintomi è sicuramente il modo più sicuro per prevenire la comparsa di sintomi e disturbi
  • Tenere le finestre e le porte chiuse per evitare che gli allergeni entrino.
  • Non tenere fiori freschi in casa.
  • Passare regolarmente l’aspirapolvere, preferibilmente utilizzando una macchina dotata di filtri specifici.
  • Via la polvere dai mobili, spolverando con un panno umido che permetterà di raccogliere la polvere e il polline depositato.
  • Non fumare e non lasciare che altre persone fumino in casa. Il fumo causa irritazione del rivestimento mucoso di naso, occhi, gola e vie respiratorie in genere, peggiorando così i sintomi.
  • Se possibile evitare di stendere i panni fuori, per ridurre la quantità di polline che verrà trasportato in casa.
  • Applicare una piccola quantità di vaselina all’entrata delle narici può aiutare a prevenire il passaggio del polline.
  • Evitare di tagliare l’erba, giocare o camminare in zone erbose e boscose, soprattutto la mattina presto, la sera e di notte, quando il rilascio di polline è al suo massimo.
  • Indossare occhiali da sole avvolgenti per impedire che il polline raggiunga gli occhi.
  • Tenere i finestrini chiusi in macchina e accertarsi che il filtro anti polline dell’auto sia sempre in perfetta efficienza.

Da sapere che il mattino ha l’oro in bocca, ma i pollini sono di più! Gli allergeni vengono rilasciati soprattutto alla mattina presto, ma con l’aumento della temperatura vengono sollevate verso l’alto con l’aria calda, per poi tornare verso il basso nelle ore serali con la diminuzione della temperatura. Questo significa che i sintomi peggiorano soprattutto a mattino e sera.

In ultimo il vento: nelle zone in cui spira in modo più o meno costante una certa brezza (pensiamo per esempio alle città sul mare) in genere le concentrazioni nell’aria sono inferiori.

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