ConsiglidelSano

Bibite ghiacciate: perché meglio evitarle?

Sotto questo sole, che caldo che fa! Il desiderio di tutti con questo caldo è una bella bibita ghiacciata per riprendersi. Purtroppo vi sono aspetti negativi sia nelle bibite ghiacciate sia, ancor di più, nelle bevande con ghiaccio. È proprio una scuola americana a lanciare l’allarme rosso. Dobbiamo imparare a dire NO alle bevande con ghiaccio per evitare di auto danneggiarci. Vediamo insieme in questo articolo perché sono pericolose.

Congestione &co. Se la bevanda naturalmente raffreddata è sicuramente meglio di quella con ghiaccio, in estate dobbiamo comunque fare attenzione al suo consumo. Ingerire bevande ghiacciate soprattutto nei pressi dei pasti è un errore molto comune. Esso può provocare la congestione, un disturbo a carico dell’apparato gastrointestinale. Questo può essere dovuto all’introduzione di bevande molto fredde in un corpo surriscaldato. Inoltre l’acqua ghiacciata tende a solidificare i grassi contenuti negli alimenti, rendendo difficoltosa la digestione. Ma i danni che una bevanda ghiacciata può provocare non si “limitano” alla congestione digestiva. Essa può anche provocare un indolenzirsi delle papille gustative. Questo comporta un nuovo modo, più “debole”, di percepire dolce e salato. Di conseguenza si tenderà a ingerire alimenti più salati o più dolci, cose che può comportare danni a tutto il nostro organismo. Infine invece di lavorare per un corretto funzionamento di tutti i processi, il nostro corpo dopo l’assunzione di tali bevande, spende maggiori energie per cercare di regolare la nostra temperatura corporea.

Il vero nemico: il ghiaccio. È uno studio mandato in onda dalla BBC che ci dice di evitare il più possibile di mettere ghiaccio nelle bevande. Difficile a credersi, ma è proprio così: secondo l’inchiesta portata a termine in America, il ghiaccio conterrebbe alti livelli di batteri. La cosa curiosa non è solo il risultato dell’analisi dei cubetti di ghiaccio ma anche chi è stata a condurla; ebbene sì, non è stato un qualche istituto che si occupa di nutrizione ma bensì dei ragazzi di una scuola superiore americana, che dovevano portare a termine un compito. Il risultato del compito è stato a dir poco scioccante: i cubetti di ghiaccio contenuti nelle bevande di diversi fast food erano pieni di batteri. La quantità di tali batteri era tanto elevata da essere pari a quella dell’acqua delle toilette di questi fast food. Ma ciò che più è risultato assurdo è stato l’aver trovato nei cubetti l’Escherichia coli, invece assente nell’acqua dei bagni. Le multinazionali accusate hanno risposto attribuendo la colpa a chi dovrebbe occuparsi della manutenzione della macchina che trita il ghiaccio. Perciò si è giunti a stabilire che contaminata e sporca non è l’acqua con cui tali cubetti vengono prodotti ma i batteri proliferano nella macchina e nelle mani di chi serve.

Chi sono i più colpiti? Dovremmo sempre tutti accertarci della qualità degli alimenti e bevande che ingeriamo. Una bevanda o un cibo contaminato è dannoso per chiunque li ingerisca. Nel caso del ghiaccio dei fast food, quelli che più potrebbero risentire della sua contaminazione sono le persone che già mostrano difficoltà nella digestione o problemi alla cavità intestinale. Se doveste mostrare sintomi come il vomito o la diarrea dopo aver bevuto qualche bibita con ghiaccio, potreste far risalire la causa proprio all’ingerimento di ghiaccio contaminato. Nella peggiore delle situazioni la sua assunzione può anche causare infezioni alla pelle o agli occhi.

E se lo facessi in casa? Come succede con gli alimenti siamo portati a pensare che ciò che produco in casa può essere migliore perché “so cosa utilizzo per prepararlo”. Nel caso del ghiaccio però non è proprio così. Come nei fast food anche nel ghiaccio fatto in casa potrebbero trovarsi molti batteri perché per renderlo più sano possibile dovremmo esserci disinfettati le mani prima di averlo preparato, aver pulito e disinfettato a fondo il dispenser e avere le mani pulite quando metteremo il ghiaccio nel recipiente della bibita. Chiaramente se riuscirete a rispettare tutti questi passaggi, il vostro ghiaccio presenterà sicuramente una minima quantità di microorganismi, tale da non essere fortemente nociva per l’organismo.

Meglio caldo? Un ottimo modo per rinfrescarsi nelle giornate calde è quello di seguire le usanze delle popolazioni nomadi berbere. Probabilmente in questi giorni a nessuno verrebbe in mente di bere un tè caldo ma alcuni studi hanno dimostrato che invece sarebbe la cosa migliore per riprendersi un po’. Una bevanda calda è in grado di farci provare un po’ di sollievo, ma solo quando il sudore in più provocato dalla bevanda bollente può evaporare. Da uno studio condotto su alcuni ciclisti si è dimostrato appunto che i benefici derivano solo qualora il sudore evapori correttamente. Questo ad esempio non avviene se uno indossa strati di abbigliamento o se la giornata è sì calda ma molto umida. Perciò in conclusione il tè caldo va bene nelle giornate torride e secche ma non nelle giornate calde a Milano, Torino o Firenze.

Lascia un Commento