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Cavolfiore: quanto benessere in quelle rosette

Con l’inizio della stagione autunnale andiamo nell’orto e vediamo quali frutti porteremo in tavola con gusto e benessere. Cosa ci troviamo davanti? Il cavolfiore, tondo, con le sue rosette bianche incastonate nel fogliame verde, è un concentrato di nutrienti eccezionali. Vediamone le proprietà.

Vi presentiamo il cavolfiore. Il cavolfiore, che fa parte della famiglia dei cavoli, è una verdura tipica della stagione fredda coltivato ampiamente in Italia, soprattutto nelle regioni centro-meridionali;  grazie al suo contenuto di sali minerali, fibre, vitamine e sostanze antiossidanti,  è un alimento capace di apportare molteplici benefici al nostro organismo. Anche per la dieta non c’è da temere, anzi: il modesto contenuto calorico- solo 25 calorie per ogni etto di prodotto- lo rende un ortaggio leggero e particolarmente indicato nelle diete ipocaloriche.

Il cavolfiore è ricco di calcio, potassio, ferro, fosforo e magnesio, elementi essenziali per la costituzione di cellule e tessuti e per regolare il metabolismo idrico generale. Eccellente il contenuto di vitamina C e vitamina B9 (acido folico).

“Che famiglia del cavolo…”. I cavolfiori fanno parte di una famiglia numerosa, quella delle crucifere, varietà Brassica. La parte edibile di queste piante è rappresentata dalle foglie (cavolo cappuccio, verza, cinese, marino, nero, cavolini di Bruxelles) o le inflorescenze ancora immature (broccolo, broccoletti, cavolfiore). Tutti questi ortaggi contengono inoltre principi attivi antibatterici, antinfiammatori, antiossidanti, rimineralizzanti e favoriscono la rigenerazione dei tessuti. Tutti questi “fratelli” hanno un incredibile potere: se mangiati almeno 2-3 volte la settimana ridurrebbero drasticamente la possibilità di ammalarsi grazie alla presenza di antiossidanti (flavoni) e indoli, in grado di contrastare l’azione degenerativa dei radicali liberi.

Ecco perché fa bene.

  • Colesterolo alto e aumento della sazietà, grazie al contenuto di fibra alimentare;
  • Invecchiamento cellulare: sono un ortaggio antiossidante e anti-age per eccellenza;
  • Dieta ipocalorica e ipolipidica, grazie al loro basso contenuto calorico 25 kal per 100 gr circa ed al ridotto contenuto di grassi;
  • Cura della tiroide, grazie ai tiossazolidoni, sostanze che si sono dimostrate particolarmente efficaci nel trattamento delle disfunzioni tiroidee;
  • Stitichezza cronica: le fibre alimentari svolgono un importante ruolo regolatore;
  • Difese immunitarie: il consumo di cavolfiori, grazie al contenuto di vitamina C, può contribuire a rafforzare le difese immunitarie;
  • Gastrite e ulcera: contrastano l’Helicobacter pylori, un batterio molto resistente che colonizza la mucosa gastrica;
  • Detox: aiutano l’organismo a disintossicarsi e ad eliminare prodotti chimici nocivi pericolosi;
  • Acido folico: contengono un buon quantitativo di vitamina B9, utile in stato di gravidanza.
  • Prostata: secondo recenti ricerche scientifiche, i cavolfiori sarebbero efficaci nella prevenzione del cancro alla prostata; questo sarebbe dovuto alla presenza di antiossidanti (flavoni) e indoli, in grado di contrastare l’azione degenerativa dei radicali liberi.

Attenzione al cavolfiore. Il cavolfiore purtroppo è ricco di purine, ragion per cui viene escluso dalla dieta preventiva dell’iperuricemia e della gotta. Il cavolfiore è un ortaggio e, in quanto tale, risulta potenzialmente esposto alla contaminazione da nitrati; si consiglia di sciacquarlo abbondantemente, di NON consumarlo mai sporco (nemmeno da coltivazione autonoma) e di variarne l’utilizzo con gli altri prodotti della stessa categoria.
cavolfiore-gratinato

I Consigli del Sano:

Al Supermercato: il cavolfiore deve essere ben chiuso, compatto, con l’infiorescenza soda e senza macchie. Le foglie esterne devono essere croccanti e aderenti alla testa. Un fiore sodo e compatto, con le cimette ben chiuse, è indice di freschezza; la superficie leggermente annerita tradisce una cattiva e prolungata conservazione. Il cavolfiore è infatti un ortaggio delicato, che si deteriora facilmente.

Ai fornelli: i cavolfiori vengono in genere bolliti o cotti a vapore, gratinati, trasformati in mousse o utilizzati come condimento per la pasta o ingrediente di minestre; crudi, si conservano sottaceto o, se particolarmente freschi e teneri, si possono consumare crudi, tuttavia chi soffre di ipotiroidismo dovrebbe gustarli solo cotti, in quanto crudi contengono una sostanza che potrebbe rallentare il lavoro della tiroide.

Quasi sempre si cuociono suddivisi in cimette (si abbrevia il tempo di cottura e si riduce il cattivo odore). I tempi di cottura variano: intero 20-25 minuti; diviso in cimette 10-12 minuti.

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