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Donne vs Uomini: capire le differenze aiuta a stare bene insieme

Un dibattito che va avanti dai tempi dei tempi e non si è mai sopito, è quello in merito alle differenze tra donne e uomini, alla difficoltà nel comunicare fra loro e nel comprendersi. Perché ciò accade? Che cosa realmente ci differenzia? Vediamo alcune curiosità e alcune nuove scoperte.

di Pamela Bravi – Life Coach

E’ impossibile parlare con te!” Oppure “non capisci niente!”. Chi mai non è incappato in una discussione con l’altro sesso e ha concluso la conversazione pensando o dicendo questa frase?
In effetti talvolta sembra proprio che parliamo delle lingue diverse e non solo, infatti reagiamo alle situazioni in modo completamente diverso e vediamo le cose in modo differente, va da sè quindi che i malintesi e le incomprensioni sono sempre in agguato! Il naturalista Charles Darwin sosteneva che “uomini e donne sono sottoposti a spinte evolutive diverse e a separare i due sessi c’è un solco profondo”. Sarà vero? Molti anni di ricerche e studi nell’ambito delle neuroscienze hanno dimostrato che i più diffusi stereotipi di genere trovano fondamento scientifico.

Maschi e femmine hanno strutture cerebrali differenti: mediamente gli uomini hanno un cervello più grande rispetto alle donne, ma i cervelli stessi hanno caratteristiche diverse. Si sono osservate infatti differenze di volume e densità nelle specifiche strutture cerebrali, tra cui per esempio il corpo calloso, l’ippocampo e l’amigdala. Da uno studio condotto dall’Università della Pennsylvania a Philadelfia (USA) emerge che le connessioni cerebrali di maschi e femmine inoltre sono diversamente distribuite, questa è una differenza determinante. Se ne deduce che uomini e donne hanno cervelli connessi in modo differente ma che, nell’insieme, risultano complementari. Immaginate le connessioni neuronali come delle autostrade sulle quali si trasportano le informazioni del cervello, negli uomini prevarrebbero le connessioni tra neuroni all’interno dello stesso emisfero mentre nelle donne si hanno un maggior numero di connessioni tra emisfero destro e sinistro, il primo addetto maggiormente al pensiero intuitivo, il secondo alle elaborazioni logiche.

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Tutto ciò come si traduce in modi di agire? Queste distinzioni neurobiologiche evidenziano che i cervelli maschili sono infatti strutturati per facilitare il coordinamento tra percezione e azione mentre quelli femminili favoriscono l’integrazione tra ragionamento analitico e processi intuitivi. Le donne per esempio affrontano le cose con maggior flessibilità, sono più intuitive ossia hanno più “fiuto”, hanno maggiori capacità di multitasking, sono più emotivamente coinvolte quando ascoltano qualcuno e quindi sono più empatiche. Gli uomini tendono ad organizzare il mondo in categorie distinte, si distinguono per equilibrio emotivo, coscienziosità e tendenza alla dominanza, sono più legati alle regole e generalmente meno fiduciosi delle donne. Si potrebbe dire: niente di veramente nuovo rispetto a ciò che abbiamo mediamente osservato nella nostra esperienza di vita relazionale con l’altro sesso! Come in ogni categorizzazione tuttavia è bene ricordare che, nella realtà, ci sono non poche eccezioni.

Diversi ma completi? Si! Tutte queste caratteristiche e predisposizioni naturali infatti evidenziano anche che uomo e donna sono effettivamente diversi, ma allo stesso tempo complementari e quindi un vero portento insieme! Se da una parte le differenze sono un punto di forza, dall’altra parte le situazioni e le azioni scaturite da queste differenze, se alimentati in maniera inconsapevole, possono addirittura erigere un muro di incomprensione, specialmente nella coppia. Un suggerimento per integrare al meglio i due sessi è quello di prendere consapevolezza di questi meccanismi naturali che stanno alla base di differenti modi di agire, attraverso i quali possiamo conoscere meglio noi stessi e il nostro partner, migliorando così la vita di coppia. Il guru della coppia John Gray, nel suo famosissimo libro “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere” spiega molto bene come le differenze tra i due sessi vengano accentuate con i forti livelli di tensione a cui siamo sottoposti oggi. Questo insieme ai nuovi ruoli che ricopriamo ed i ritmi esagerati, mettono a dura prova l’armonia di coppia. Lo stesso Gray afferma che più siamo consapevoli delle differenze naturali che esistono tra i sessi e più ci dimostriamo tolleranti, se e quando emergono.

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Facciamo un esempio concreto: quante donne si spazientiscono davanti al fatto che il proprio compagno faccia una sola cosa alla volta? Per esempio se prepara la cena non si occupa di preparare, nel frattempo, anche la tavola oppure se è al telefono con un amico nel mentre non riordina anche la stanza. L’abilità di fare più cose in contemporanea è spiccatamente femminile e probabilmente è legata al fatto che le donne si sono evolute prestando attenzione a più cose insieme: accudendo i bambini e nel frattempo raccogliendo cibo, stando attente ai pericoli ecc. e proprio la presenza di maggiori collegamenti tra le aree cerebrali potenzia la capacità femminile di svolgere più compiti nello stesso momento. Il cervello maschile al contrario è altamente specializzato e usa una parte specifica di un singolo emisfero per svolgere un determinato compito. Questa caratteristica permette agli uomini di concentrarsi e di escludere qualsiasi fonte di distrazione per lunghi periodi di tempo ed ecco che l’uomo riesce a fare una cosa alla volta per lunghi periodi mentalmente e fisicamente. Alla luce di tutto ciò, una moglie informata del funzionamento del cervello maschile davanti al multitasking, comprenderà meglio che per il marito svolgere più compiti insieme è molto più complicato e che lo sguardo infastidito del marito sarà più un’evidenza di disagio o difficoltà piuttosto che un disaccordo nei confronti della moglie. Se queste differenze ci fanno arrabbiare quando siamo tutto sommato tranquilli, cosa accade quando siamo sotto stress? E se entrambi i partner nella coppia attraversano un momento stressante? All’interno della coppia si creano così delle incomprensioni legate anche al fatto che se siamo “pressati” e tesi siamo meno disponibili ad ascoltare, siamo più impazienti, più facilmente irritabili e agitati.

Che fare allora? L’idea potrebbe essere quella di comprendere che alcune differenze sono dettate dalle diversità del nostro cervello, in questo modo possiamo superare il risentimento che si crea dopo situazioni di incomprensione e scoprire insieme modi di fare pratici per aiutarsi a vicenda a controllare lo stress. Eccone uno: quando una donna ha sulle spalle un carico di lavoro reagisce solitamente cercando il contatto con altri per ottenere maggiori aiuti o più informazioni. Nella stessa situazione l’uomo in genere si concentra sul compito più importante. A questo punto se andremo a disturbare l’uomo, lui ci si rivolgerà in modo infastidito o scocciato proprio perché per lui è faticoso distogliere l’attenzione dal suo “compito” e riprenderla. Le nostre interruzioni, anche se brevi, saranno per lui altro stress. Difficile capire ciò per una mente femminile, abituata a mantenere l’attenzione viva anche durante le “pause”. Ecco fatto quindi che l’incomprensione è nata e magari lei esordisce con un bel “ce l’ha con me!” che poi si ripercuoterà sul resto della giornata. In questo caso il massimo aiuto che gli possiamo dare è quello di lasciarlo solo, in altre parole fare finta che non ci sia.

In conclusione: Marte e Venere sono pianeti distanti, proprio come le differenze tra donne e uomini, tuttavia Marte e Venere non devono per forza entrare in collisione anzi, insieme possono imparare a guardare le cose da una nuova prospettiva e comprendersi meglio, il che significa anche rallegrarsi di ciò che prima ci infastidiva.

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