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“Problematiche” femminili: dalla natura un aiuto.

Sono soprattutto le “fluttuazioni” della concentrazione nel sangue di due ormoni, estrogeni e progesterone, a dare origine ad alcune delle “problematiche” assolutamente femminili: dalla sindrome premestruale (SPM) alla menopausa, ma anche gonfiore agli arti inferiori, tensione mammaria e cambiamenti d’umore. Prima di rivolgersi al farmaco vero e proprio, si possono fare alcuni tentativi affidandosi ai rimedi naturali offerti dalla fitoterapia. 

Ormoni: ripristiniamo l’equilibrio con terapie naturali. Non solo farmaci di sintesi, anche la medicina naturale aiuta a ripristinare il delicato equilibrio ormonale perduto. Numerosi sono i rimedi che la natura ci mette a disposizione per permettere all’organismo umano di ritrovare i suoi equilibri e i suoi ritmi: se si è costanti nel seguire la terapia, il miglioramento delle attività psico-fisiche e dei tipici disturbi capaci di rovinare le giornate, non tarderà ad arrivare.

  • Agnocasto. Contiene flavonoidi, casticina, vitexina, isovitexina, alcaloidi, viticina, glucosidi e principi amari, tutti componenti che agiscono sull’ipofisi ed espletano un’azione antiestrogenica e antispasmodica. Indicato per alleviare i sintomi della sindrome premestruale associati a nervosismo, sbalzi d’umore, ansia, irritabilità e nei disturbi neurovegetativi della menopausa. Svolge anche azione sedativa in generale, risultando utile in caso di tachicardia, vertigini, insonnia e amenorrea. Alcuni autori consigliano l’uso di agnocasto per normalizzare l’ovulazione e le mestruazioni dopo la sospensione della pillola anticoncezionale. Gli effetti collaterali sono rari, tuttavia se ne sconsiglia l’uso a ragazze in età prepuberale. E’ possibile il verificarsi di reazioni allergiche con eruzioni cutanee e disturbi allo stomaco, nei soggetti sensibili;
  • Cimicifuga. La radice della cimicifuga contiene glicosidi triterpenici, alcaloidi, acidi grassi, acido salicilico, tannino, cimicifugina, racemosa e flavonoidi che conferiscono alla pianta proprietà simil-ormonali in grado di ridurre significativamente i classici disturbi della menopausa (mediamente nell’80% delle donne trattate, con una remissione totale dei sintomi nel 50% dei casi): vampate di calore, sudorazione, mal di testa, vertigini, tachicardia, ronzii alle orecchie, disturbi del sonno e dell’umore, nervosismo, irritabilità. Grazie alla sua azione antispasmodica e antinfiammatoria, risulta utile nel trattamento della sintomatologia dolorosa legata al ciclo, ma anche dei dolori reumatici e muscolari che, proprio durante la menopausa, tendono ad aumentare. Da usare sotto forma di decotto, estratto secco o tintura madre, sembra non avere rilevanti effetti collaterali neppure per trattamenti a dosaggi elevati o per periodi di tempo piuttosto lunghi. Controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.
  • Trifoglio rosso. E’ il più potente fitoestrogeno in natura, la pianta è ricca di calcio, cromo, magnesio, niacina, fosforo, potassio, silicio, tiamina, vitamina A, B12, E, K, C, e contiene ben quattro isoflavoni: genisteina, daidzeina, biochanina A e formononetina. Nella medicina popolare, il trifoglio rosso veniva usato per curare ferite, cicatrici, gotta, tosse e bronchite; oggi, grazie alla ricca presenza degli isoflavoni, trova impiego, con buoni risultati, per alleviare i sintomi della sindrome premestruale (soprattutto il dolore al seno), i disturbi della menopausa (nel 40% dei casi, gli episodi di vampate passerebbero da 8 a 5) e come principio anti-age, in particolar modo migliora sia il metabolismo osseo regolando il deposito di calcio all’interno delle cellule che compongono l’osso, sia regolando lo scambio di calcio attraverso le membrane cellulari. Si utilizza l’estratto secco in capsule o compresse ed è sconsigliato alle donne in gravidanza, a chi soffre di endometriosi, fibromi uterini, tumore al seno, alle ovaie e all’utero, a causa di possibili effetti estrogenici.
  • Soia. A differenza del trifoglio rosso contiene solo due isoflavoni: daidzeina e genisteina, che contribuiscono a riequilibrare sia l’eccesso di estrogeni che causa la sindrome premestruale, sia la carenza che si verifica in menopausa, riportando gli ormoni a livelli corretti. Quasi completamente priva di carboidrati, la soia contiene lecitina di soia, calcio, fosforo, potassio, magnesio, ferro, vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6 e C. La soia abbassa il colesterolo e favorisce la mineralizzazione delle ossa prevenendo l’osteoporosi. Non ha particolari controindicazioni a patto che non se ne faccia un uso sconsiderato: l’uso eccessivo può portare all’insorgere di allergie, vomito e, sembrerebbe, nei casi più gravi, alla formazione di cellule tumorali. Poiché contiene fitoestrogeni, è sconsigliata la somministrazione a chi ha avuto precedenti forme tumorali ormone-dipendente (ad es. al seno o all’utero). Si utilizza nell’alimentazione quotidiana o in estratto secco titolato.
  • Salvia. Grazie ai fitoestrogeni, sitosterolo e sigmasterolo, contenuti nel fitocomplesso, limita i dolori premestruali ed è in grado di favorire una maggiore regolarità del ciclo anche durante la fase premenopausale. La si può utilizzare in estratto secco in capsule o in estratto idroalcolico 1:5. Presa a dosi elevate, può provocare sonnolenza, paralisi e convulsioni. E’ controindicata in gravidanza, durante l’allattamento e se ne sconsiglia l’uso in concomitanza con medicinali o sostanze a base di ferro. La salvia può, inoltre, potenziare l’effetto dell’alcool.
  • Angelica Sinensis (o Dong Quai). Denominata anche Ginseng femminile o pianta delle donne, da millenni viene usata con efficacia in Asia per la cura di tutti i sintomi mestruali, in particolare modo in caso di dismenorrea (mestruazioni dolorose), amenorrea (assenza di mestruazioni), o menopausa, soprattutto  le fastidiose caldane. Nella dismenorrea la sua efficacia sembra dovuta alla sua attività rilassante della muscolatura degli organi viscerali quali intestino e utero, contrastando i crampi uterini e intestinali. Dimostra, inoltre, di possedere anche effetti analgesici e tranquillizzanti. La si utilizza in estratto secco in capsule o compresse, è sconsigliata in gravidanza, durante l’allattamento ed essendo un fotosensibilizzante è meglio non esporsi al sole durante l’assunzione.

 

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